Modello della struttura formale di Deliberazione Consiliare

 

COMUNE DI …..

 

N. …. Registro delle deliberazioni di Consiglio Comunale

Prot. n. …………..

 

VERBALE DI DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE:

 

Oggetto: (es. Costituzione consorzio per smaltimento rifiuti: approvazione Statuto)

 

Consiglieri assegnati al Comune n. ………..

in carica n. …………

 

Sessione ………… (ordinaria o straordinaria)

Seduta ………… (pubblica o segreta)

…………. (1° o 2°) convocazione (in caso di assenza del quorum nella prima)

 

L’anno duemila ……………… addì …………… del mese di ……………….. alle ore ……………….. nella sala consiliare

 

PREVIO AVVISO ai Sigg. Consiglieri in data ….. in tempo utile ai rispettivi domicili e previa comunicazione al Sig. Prefetto, in data ….. con nota prot. …………….;

DATO ATTO CHE ai fini di pubblica conoscenza è stato affisso l’avviso di convocazione all’Albo pretorio comunale;

 

Assume la presidenza il Sig. ……, assiste alla seduta il Segretario comunale Sig. ……., che procede all’appello nominale dei Consiglieri;

 

Risultano presenti: i Consiglieri:. ………………………………………,

assenti: i Consiglieri: ………………………………………………………….;

 

Di seguito constatato il numero legale degli intervenuti il Presidente dichiara aperta la seduta e designa scrutatori i Sigg.:

1)……………………………….

2)……………………..

3)………………………

 

Il Presidente invita alla discussione del n. …….. dell’o.d.g. e rende noto ai Sigg. Consiglieri che sono stati espressi i seguenti pareri in ottemperanza al testo unico:

 

Regolarità tecnica- art. 49 t.u.- parere favorevole del responsabile del servizio …… Sig. ……….;

Regolarità contabile- art. 49 t.u.- parere favorevole del responsabile del servizio ….. Sig. …….

 

Atto deliberativo vero e proprio del Consiglio comunale.

 

Intestazione

 

IL CONSIGLIO COMUNALE

 

Preambolo.

 

Parte narrativa (Si indicano le ragioni giuridiche e tecniche, nonché le norme legislative, statuarie e regolamentari che giustificano l’adozione dell’atto).

 

PREMESSO CHE [ragioni giuridiche]

RICORDATO CHE [ragioni tecniche]

CONSIDERATO CHE [norme legislative]

CONSIDERATO CHE [norme statuarie]

VISTO [norme regolamentari]

 

Nei pareri (Indicazione del tipo di parere reso dai responsabili dei servizi)

 

ATTESO CHE [testo parere]

 

Motivazione

 

DATO ATTO CHE [testo motivazione]

 

RISCONTRATO CHE apertasi la discussione nessun Consigliere ha richiesto la verbalizzazione in delibera del proprio intervento, né che vi siano dichiarazioni di voto;

 

Se ci sono interventi dei Consiglieri

 

[testo interventi Consiglieri]

 

PROCEDUTOSI alla votazione nelle forme previste dallo Statuto:

con voti favorevoli …….., contrari …….., astenuti …….;

 

CONSTATATO CHE la votazione ha riportato i voti della maggioranza dei componenti il collegio in base all’art. 31 t.u.;

 

Dispositivo

 

DELIBERA

 

1)di approvare [testo]

 

2)di autorizzare [testo]

 

3) di procedere [testo]

 

Formula di eseguibilità ed efficacia (se presente)

 

Con separata votazione la delibera è dichiarata immediatamente efficace

 

Sottoscrizione

 

 

 

Il Presidente del Consiglio

 

 

 

Il Segretario Comunale

 

 

Adempimenti successivi inerenti alla pubblicazione ecc. e all’efficacia

 

n. …. Registro Pubblicazioni

 

REFERTO DI PUBBLICAZIONE

Certifico io sottoscritto Segretario comunale su conforme dichiarazione del Messo che copia della presente delibera viene affissa all’Albo comunale per la pubblicazione di 15 giorni consecutivi dal ……. al ……, ai sensi dell’art. 124 t.u.

 

li ………

 

 

IL SEGRETARIO COMUNALE

IL MESSO COMUNALE

Relazione finale sull’attività svolta nel progetto PACTO

 

Le amministrazioni pubbliche dedicano sempre maggior impegno e risorse in politiche orientate alla progettazione e realizzazione di sistemi informativi che garantiscano più efficienza alla propria attività e al tempo stesso semplifichino il rapporto impresa-Pubblica Amministrazione. Tale linea è del resto recepita dalla recente legislazione, basti pensare al Codice dell’amministrazione digitale, che rende obbligatorio l’uso delle nuove tecnologie da parte della Pubblica Amministrazione.

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Modello della struttura formale di Regolamento

 

 

Regolamento(i)

[Titolo/Oggetto]

 

Titolo (facoltativo)[numero ordinale in lettere o cifre romane progressivo all'interno della partizione superiore]

[Testo rubrica]

 

Capo (facoltativo)[numero ordinale in lettere o cifre romane progressivo all'interno della partizione superiore]

[Testo rubrica]

 

Sezione(ii) (facoltativo) [numero ordinale in lettere o cifre romane progressivo all'interno della partizione superiore]

[Testo rubrica](iii)

 

Art.(iv) [numero cardinale arabo progressivo all’interno di tutto l’articolato](v) ( [Testo rubrica (vi)] )

 

1. [testo comma](vii),(viii),(ix),(x),(xi),

2. [testo comma]:

 

a)[testo lettera];

b)[testo lettera].

 

3. [testo comma]:

 

a)[testo lettera]:

 

1)[testo numero](xii);

2)[testo numero];

 

b) [testo lettera].

 

4. [testo comma].

 

 

 

(i)Ogni partizione può contenere due o più delle partizioni inferiori, ad eccezione dell’articolo che può contenere un solo comma. L’intero documento normativo può essere composto di un solo articolo.

(ii)La sezione si può usare solo come partizione del Capo, ma non da sola.

(iii)Le partizioni superiori all’articolo vanno usate nel modo seguente: se l’atto è diviso in libri, ogni libro va diviso in parti, ogni parte in titoli, ogni titolo in capi. In altre parole ogni partizione deve contenere almeno due partizioni inferiori e può contenerne più di due.

La regola appare di difficile applicabilità nella stesura dei testi. Ci può essere, ad esempio, la necessità di suddividere un primo Titolo in più Capi, mentre può essere inopportuno o impossibile farlo per un secondo Titolo. Si può quindi ritenere tale regola vincolante per l’uso gerarchico delle partizioni, ma una raccomandazione per quanto riguarda l’inserimento delle partizioni inferiori, in ogni singola partizione superiore. D’altra parte sono frequenti testi con un Titolo I (o i primi due/tre Titoli) suddiviso in Capi e Sezioni e l’ultimo (o gli ultimi) Titoli che non hanno tali suddivisioni. Ciò è dettato dall’organizzazione sistematica del testo normativo che, di solito, nella parti iniziali e centrali (ambito, finalità, definizioni, illustrazione degli istituti e delle procedure) è più ampio e complesso e nelle parti finali ( disposizioni di coordinamento e transitorie) è composto da pochi articoli (per due esempi recenti cfr. d.lgs 5 ottobre 2000, n. 298 e d. lgs 5 ottobre 2000, n. 334).

(iv)Gli articoli devono essere sempre numerati progressivamente (salvo il caso che modifiche successive determinino vuoti non colmati: in tal caso la numerazione originaria resta ferma e diventa progressiva, ma non continua). Gli articoli vanno contrassegnati nell’intestazione con l’abbreviazione Art. seguita da uno spazio bianco e dal numero cardinale scritto in cifre arabe. Tale regola si osserva anche nel caso di un testo costituito da un unico articolo, che pertanto va contrassegnato come “Art. 1″.

(v)Particolari criteri di numerazione di articoli, commi, lettere e numeri sono dettati dagli articoli 67, 68 e 69 del Manuale nel caso di novelle che inseriscono nuovi articoli, commi, lettere e numeri in atti normativi previgenti e sono i seguenti:

67 Numerazione degli articoli aggiuntivi e delle partizioni aggiuntive di livello superiore all’articolo

1. Gli articoli aggiuntivi da inserire con modifiche testuali in testi normativi previgenti, vanno contrassegnati con il numero cardinale dell’articolo dopo il quale essi vanno collocati, integrato con l’avverbio numerale latino (bis, ter, quater, ecc.). Tale criterio va seguito anche nel caso di articoli da aggiungere dopo l’ultimo del testo previgente.

2. Articoli aggiuntivi che debbono essere collocati prima dell’art. 1 di un atto previgente vanno contrassegnati con il numero “01″ (“02″, “03″, ecc.).

3. Gli articoli da inserire con modifiche testuali in testi normativi previgenti, e che si renda indispensabile collocare in posizione intermedia tra articoli aggiunti successivamente al testo originario, vanno contrassegnati con il numero dell’articolo dopo il quale vengono inseriti, integrato da un numero cardinale (l’articolo inserito tra l’1bis e l’1ter diviene quindi 1bis1).

4. Le predette regole si applicano anche nel caso di partizioni aggiuntive di livello superiore all’articolo.

5. Si deve evitare l’utilizzazione di numeri corrispondenti ad articoli abrogati in precedenza.

Anche in caso di articolo unico non recante la numerazione cardinale, gli articoli aggiuntivi sono denominati: ART. 1-bis, ART. 1-ter, e via dicendo (regola presente solo nella circ. Statale del 2001)

68. Numerazione dei commi all’interno delle modifiche testuali.

1. Nelle modifiche testuali recanti sostituzione integrale di un articolo di un atto previgente, nel quale i commi sono numerati, i commi del nuovo testo vanno ugualmente contrassegnati con numeri cardinali. Se invece la modifica testuale inserisce nuovi commi tra due commi del testo previgente, questi vanno contrassegnati con lo stesso numero cardinale del comma dopo il quale sono collocati, seguito dall’avverbio numerale latino (bis, ter, quater, ecc.).

2. Se la modifica testuale aggiunge nuovi commi dopo l’ultimo comma di un articolo, si seguono i criteri suindicati.

3. Se si rende necessario collocare dei commi prima del comma 1, gli stessi vanno contrassegnati con il numero “01″ (“02″, “03″, ecc.).

4. Se si rende necessario (anche se ciò è sconsigliabile) inserire un nuovo comma tra due commi aggiunti successivamente ad un testo previgente, lo stesso va contrassegnato con il numero del comma dopo il quale è inserito, integrato da un numero cardinale (ad es., il comma inserito tra l’1 bis e l’1 ter diviene 1 bis 1).

5. Nelle modifiche testuali riguardanti testi previgenti i cui commi non siano numerati, la numerazione dei nuovi commi va apposta solo quando la modifica testuale sostituisca un articolo intero del testo previgente. Se la modifica testuale inserisce o aggiunge nuovi commi, gli stessi non vanno numerati.

69. Lettere e numeri aggiuntivi

1. Se si rende necessario aggiungere lettere o numeri a testi previgenti, si seguono gli stessi criteri di cui ai numeri 67 e 68.

(vi)La rubrica dell’articolo è facoltativa, ma in un singolo testo normativo tutti gli articoli devono averla o non averla. Solo la circolare statale 2001 precisa che l’articolo unico (di una legge che contiene un solo articolo) non è mai corredato di rubrica.

(vii)1.Ogni articolo si divide in commi. Il comma termina con il punto a capo.

2.Ogni comma può suddividersi in periodi, senza andare a capo. All’interno del comma si può andare a capo solo in caso di suddivisione del testo in enumerazioni contrassegnate da lettere o numeri, ovvero dopo la parte introduttiva (“alinea”) di una modifica testuale (“novella”).

3.In uno stesso articolo i commi vanno contrassegnati con numeri cardinali progressivi (salvo il caso di modifiche successive come nell’ipotesi degli articoli), espressi in cifre arabe, seguiti dal punto.

4.Il comma unico di un articolo va contrassegnato con il numero “1.”.

(viii)La l. 127/1997 (“Legge Bassanini”) ha introdotto la possibilità di rubricare i singoli commi, inserendo la rubrica al margine destro del testo.

(ix)La l. 127/1997 (“Legge Bassanini”) ha introdotto la possibilità di rubricare i singoli commi, inserendo la rubrica al margine destro del testo. Tale rubricazione è comunque aggiunta in fase di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale a cura della Presidenza del Consiglio dei Ministri

Capita sempre più spesso (soprattutto a causa dell’imbarbarimento nella pratica di scrittura dei testi normativi) che anche il comma debba a sua volta essere suddiviso perché contiene elencazioni. Questo spiega perché il comma viene suddiviso secondo questa tecnica: una prima parte (che oggi si propone di chiamare alinea, innovando rispetto al significato di alinea in tempi passati) introduce l’elencazione e termina con il segno di ‘due punti’: si va poi a capo, si opera tipograficamente un doppio rientro (per non confondere questa ulteriore suddivisione con la partizione in commi), si inizia con la lettera a dell’alfabeto seguita dalla chiusura di parentesi; il testo della parte ‘lettera’ termina con un punto e virgola; si va di nuovo a capo, si opera il doppio rientro e si scrive ‘b)’; e così via avanzando nelle lettere ad ogni nuovo a capo, fino ad esaurimento dell’elencazione; se per eccesso di elenco le lettere dell’alfabeto (le 21 lettere dell’alfabeto italiano) non bastano, si ricomincia raddoppiando le lettere(aa, bb, cc, ecc.) o addirittura triplicando (va da sè che il ricorso a tali artifizi è segno di pessima tecnica di scrittura: in principio è segno che sono stati compattati in un solo articolo contenuti che andavano distribuiti in molti articoli. Non si può escludere che sia talvolta necessario suddividere una lettera: in tal caso viene suggerito di usare di nuovo i numeri arabi con una piccola variazione grafica per distinguere questa partizione (che riceve il nome di ‘numero’) dal comma; il numero viene seguito non da un punto ma dal segno di chiusura di parentesi. Coerenza vuole che per il numero il rientro sia triplo[Rescigno, 1998, pag.144]

Alle partizioni formali, descritte da Rescigno dovrebbero corrispondere singole e distinte unità linguistiche concettualmente omogenee. Cercando di sintetizzare si può dire che:

l’articolo dovrebbe rappresentare l’unità funzionale (le sanzioni, le definizioni, ecc.) all’interno dell’atto normativo;

il comma esprimere un unico oggetto o concetto (la definizione di un oggetto, la sanzione relativa ad una fattispecie, ecc.) all’interno dell’unità funzionale;

le lettere e i numeri elencare singole specificazioni dell’oggetto o del concetto espresso dal comma.

Da questo schema si desume che articolo e comma si possono considerare unità linguistiche autonome (tanto e vero che si chiudono con il punto e a capo), mentre lettere e numeri sono, per così dire inglobate, nel concetto che specificano. Per questo motivo lo schema formale ‘comma-lettera-numero-comma successivo’, imposto dalle regole di tecnica legislativa può, a volte, risultare troppo rigido per esprimere concetti complessi. Tipico è il caso della costruzione che richiede di concludere la descrizione dell’unità concettuale dopo averne elencate le specificazioni (ad es. l’oggetto x deve possedere le caratteristiche a), b) e c), ma tali caratteristiche per identificare l’oggetto x sono tutte soggette alla condizione z).

(x)Nei riferimenti normativi l’espressione “periodo” è impiegata esclusivamente con riferimento a frasi che terminano con il punto. L’espressione “capoverso” è utilizzata esclusivamente in presenza di novelle. (Circ. statale 2001 art. 7).

(xi)Il comma deve essere contraddistinto dal numero anche quando è uno solo, mentre non esistono una sola lettera o un solo numero.

(xii)1. Le partizioni interne al comma possono essere utilizzate solo per evidenziare una serie di proposizioni di un periodo tra loro coordinate, oppure una enumerazione. Pertanto all’interno o al termine di tali partizioni non possono essere introdotti nuovi periodi prima di passare al comma successivo.

2. Le partizioni interne ai commi sono contrassegnate da lettere minuscole dell’alfabeto. La lettera è seguita dal segno destro di una parentesi tonda. Le partizioni interne ad una lettera sono contrassegnate da un numero cardinale espresso in cifre arabe e seguito da una parentesi. Se le lettere dell’alfabeto non sono sufficienti ad esaurire l’elencazione, si prosegue a lettere raddoppiate e se occorre triplicate.

3. Quando il comma si suddivide in lettere, si va a capo dopo i due punti con cui termina la parte introduttiva (denominata “alinea”), nonché alla fine di ogni lettera che termina con il punto e virgola; non si deve andare a capo all’interno di una lettera, a meno che questa, a sua volta, non si suddivida in numeri, nel qual caso si va a capo sia dopo l’alinea sia alla fine di ogni numero. Ove necessario la partizione prosegue nel modo seguente: 1.1; 1.2; 1.3 …; 1.25, ecc.

4. L’impiego di trattini o di altri segni per contraddistinguere partizioni interne di un comma non è consentito.

5. Ogni partizione inferiore comincia con un “a capo” più interno rispetto allo “a capo” di quella superiore (21*).

6. Per quanto riguarda la continuità e progressività di lettere e numeri si osservano gli stessi criteri validi per articoli e commi.

Le lettere utilizzabili all’interno di un comma sono quelle dell’alfabeto italiano (non quindi le lettere j, k, w, x, y). (previsto solo dall’art. 7 della circ. statale 2001).

Progetto Pacto: Regole di redazione e strumenti di NLP per la gestione degli atti amministrativi

In questa presentazione, tenuta al seminario di avvio del progetto Pacto, si illustrano schematicamente gli obiettivi del progetto, sia dal punto di vista della creazione di standard tecnico informatici per il trattamento degli atti comunali, sia dal punto di vista della proposizione di standard tecnico redazionali per la scrittura degli atti stessi.

 

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Analisi dei documenti normativi ed amministrativi comunali

 

 

In questa relazione, a cura di Diego Calliari, si analizzano gli atti normativi e amministrativi comunali facendo particolare attenzione a delibere e regolamenti. Partendo da quanto previsto dalla normativa e dalla dottrina e comparando tale analisi con le prassi in uso presso gli enti locali in tema di redazione di tali atti, si cerca di ricavare un modello giuridico e strutturale di questi atti.

 

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Bibliografia

Si segnalano all’attenzione degli utenti di Sistema Pacto alcuni articoli e monografie per approfondire le conoscenze utili alla redazione degli atti amministrativi sia da un punto di vista giuridico, sia da quello linguistico, sia infine da quello tecnico-informatico.

 

Tecniche di redazione:

 

Tecniche di scrittura e redazione degli atti amministrativi, Paolo Vincon, Quaderni Amministrativi, IV Trim. 2007

 

La redazione degli atti amministrativi del Comune, Principi e tecniche, Tiziano Tessaro, VI ed. Maggioli 2006

 

Regole di redazione e strumenti di natural language processing per gli atti amministrativi, Pietro Mercatali, Francesco Romano, in Quaderni del DAE Rivista di Diritto Amministrativo Elettronico, 2005

 

Gli atti amministrativi del comune, Guida ragionata alla redazione v edizione, Tiziano Tessaro, Maggioli, 2004

 

Delibere, ordinanze, decreti, determinazioni: guida alla prova pratica del concorso in comune e in provincia con schemi e modelli / Tiziano Tessaro. – 5. ed. aggiornata Maggioli, 2003 – 401 p.

 

La motivazione del provvedimento amministrativo : raccolta di dottrina, giurisprudenza e legislazione / Tiziana Autieri [et al.]; con il coordinamento di Maurizio De Paolis. – Padova: CEDAM, 2002. – XVI, 283 p.

 

Gli organi di governo e gestionali dei comuni e delle province: gli atti di loro competenza: manuale teorico-pratico per la gestione dei comuni e delle province ad uso dei responsabili dei servizi, dirigenti e segretari / Erasmo dell’Isola. – 3. ed. aggiornata – Napoli: Ed. giuridiche Simone, 2002. – 543 p.

 

Le ordinanze negli enti locali : aggiornato con il Testo unico degli enti locali: problemi, casi pratici e formulario / Enrico Maggiora. – Milano : Giuffrè, 2001. – XIX, 358 p.

 

Gli atti amministrativi del Comune : guida ragionata alla redazione dopo il T. U. degli enti locali Tiziano Tessaro. – 3. ed. – Rimini : Maggioli, 2001 – 999 p.

 

Atti amministrativi: redazione e adozione, Francesco Botta, III ed. Giuffrè, 2001, 744 p.

 

Manuale di Stile, strumenti per semplificare il linguaggio delle amministrazioni pubbliche, Fioritto (a cura di),Bologna, Il Mulino, 1997

 

 

 

Editor e standard XML:

 

T. Agnoloni, E. Francesconi and P. Spinosa,

“xmLegesEditor: an OpenSource Visual XML Editor for supporting Legal National Standards,” in Proceedings of of the V Legislative XML Workshop, pp. 239-251, 2007

 

E. Francesconi,

“The “Norme in Rete”- project: Standards and

tools for Italian legislation ,” International Journal of Legal Information, vol. 34, no. 2, pp. 358-376, 2006.

 

C. Biagioli, E. Francesconi, P. Spinosa, and M. Taddei,

“A legal drafting environment based on formal and semantic xml standards,” in Proceedings of International Conference on Artificial Intelligence and Law, pp. 244-245 2005.

 

C. Biagioli, E. Francesconi, P. Spinosa, and M. Taddei,

“Legislative drafting support tool based on xml standards,” in Proceedings of the International Conference on E-Government, pp. 390-397, 2005.

 

C. Biagioli, E. Francesconi, P. Spinosa, and M. Taddei,

“XML documents within a legal domain: Standards and tools for the italian legislative environment ,” in Proceedings of IAPR Workshop on Document Analysis Systems, pp. 413-424, 2004.

 

C. Biagioli, E. Francesconi, P. Spinosa, and M. Taddei, “The NIR project: Standards and tools for legislative drafting and legal document web publication,” in Proceedings of ICAIL Workshop on e-Government:Modelling Norms and Concepts as Key Issues, pp. 69-78, 2003.

 

 

Descrizione progetto

 

 

SINTESI

 

L’ICT per favorire l’accesso alla documentazione amministrativa, deve affrontare la complessità del linguaggio giuridico, l’applicazione di leggi spesso oscure e collegate da riferimenti incrociati, l’inadeguatezza delle regole per i procedimenti e la redazione degli atti, l’insufficienza del controllo di qualità sugli stessi.

 

L’ITTIG-CNR fornirà il proprio know how per:

 

1.introdurre modelli di redazione e valutazione degli atti degli enti locali;

 

2.fornire avanzati strumenti informatici di supporto alla produzione degli atti;

 

3.agevolare a cittadini e imprese la consultazione degli atti;

 

4.rendere interattiva la produzione e la trasmissione degli atti tra impresa e enti locali.

 

L’esperienza dell’azienda candidata nel software XML oriented e di portali ad alta accessibilità, consentirà di trasferire il know how ITTIG-CNR in un sistema di supporto all’apparato dell’ente locale nella formazione di atti direttamente trasferibili nel WEB e di rendere interattive con la PA le aziende che si doteranno del software e del know-how che il progetto propone in via prototipale e per un utilizzo sperimentale da parte della stessa azienda candidata.

 

Indice

OBIETTIVI GENERALI E REGIONALI DEL PROGETTO

 

NATURA INCENTIVANTE DELL’INTERVENTO PUBBLICO

 

ASPETTI ECONOMICI DELLA PROPOSTA

 

LIVELLO QUALITATIVO DELLA PROPOSTA

 

POTENZIALITÀ DI SFRUTTAMENTO DEI RISULTATI

 

INCREMENTO OCCUPAZIONALE INDOTTO DAL PROGETTO

 

IMPLEMENTAZIONE CON LE TECNOLOGIE ICT & SECURITY IN ALMENO UNO DEGLI ASSI TECNOLOGICI 1; 4; 6; 7

 

REQUISITI PER LA CONCESSIONE DI ULTERIORI AGEVOLAZIONI

 

 

 

 

 

 

OBIETTIVI GENERALI E REGIONALI DEL PROGETTO

 

Descrizione degli obiettivi

Il progetto PACTO vuole:

introdurre modelli di redazione e valutazione degli atti degli enti locali;

fornire software avanzato di supporto alla produzione degli atti;

agevolarne la consultazione e la partecipazione alla formazione in modo interattivo per le imprese.

A tal fine, con riferimento al prodotto/processo/servizio da sviluppare, evidenziare:

- Caratteristiche e prestazioni da realizzare

Descrizione delle modalità di funzionamento.

Tramite un portale WEB il progetto fornirà: supporto all’edizione di testi con funzioni specializzate per la strutturazione e la verifica degli aspetti formali e contenutistici in base agli standard definiti, la marcatura e validazione dei testi in XML, la gestione automatizzata del flusso documentario, l’interattività tra PA e imprese.

- Specifiche quantitative da conseguire

Standard documentari e informatici e modulistica digitale per la produzione e l’interscambio d’informazioni (provvedimenti, domande, istanze, ecc.) tra PA e imprese.

Definizione di indici di misurazione della qualità giuridica e comunicativa dei documenti.

Valori dei principali parametri operativi.

Principali problematiche di R&S.

Indicazione delle principali problematiche tecnico-scientifiche o tecnologiche da risolvere per conseguire l’obiettivo e descrizione delle soluzioni che si intendono studiare

Adeguamento agli standard dei documenti già prodotti.

Perfezionamento delle tecnologie per l’estrazione e marcatura dei contenuti di documenti.

Strutturazione di un sistema centralizzato, conforme alle normative sulla privacy, per l’autenticazione degli utenti.

 

 

NATURA INCENTIVANTE DELL’INTERVENTO PUBBLICO

Aspetti quantitativi:

dati quantitativi sull’impresa a supporto dell’effetto incentivante dell’intervento pubblico rispetto alle normali attività di R&S della richiedente.

L’azienda candidata ha già svolto attività di ricerca con il progetto “PaeSI” in collaborazione con ITTIG, , Regione Toscana e Prefettura di Firenze per la creazione di un portale d’accesso alla normativa sull’immigrazione e con il progetto “Norme In Rete” in collaborazione con ITTIG-CNR, CNIPA, Ministero delle Giustizia, CINECA. Sta attualmente collaborando a due progetti finanziati dall’UE per la Regione Calabria: uno per la realizzazione del prototipo di un portale per lo sviluppo di un piano di marketing per le aziende specializzate in produzione, trasformazione e commercializzazione di prodotti tipici e l’altro per il prototipo di un portale per un ente operante nel settore dei beni culturali. Inoltre l’azienda ha svolto attività di consulenza per aziende per la stesura di business plan.

L’intervento pubblico richiesto consentirà, tra l’altro, la trasformazione dell’azienda candidata in società spin-off del CNR secondo quanto previsto dal D. Lgs. 27 luglio 1999, n. 297 e dal Decreto del MURST dell’8 agosto 2000, n. 593, spin-off che è in fase di approvazione da parte del Consiglio d’amministrazione del CNR.

La società consortile a responsabilità limitata spin off del CNR si occuperà di supporto tecnologico alla ricerca in ambito informatico-giuridico e del trasferimento, in particolare verso le imprese e gli enti pubblici, dei risultati di tali ricerche.

Le amministrazioni pubbliche dedicano sempre maggior impegno e risorse in politiche orientate alla progettazione e realizzazione di sistemi informativi che garantiscano più efficienza alla propria attività e al tempo stesso semplifichino il rapporto impresa-PA. Tale linea è del resto recepita dalla recente legislazione (vedi. Codice dell’amministrazione digitale), che ha reso obbligatorio l’uso delle nuove tecnologie nella PA. D’altra parte perché l’introduzione dell’ICT nella PA raggiunga risultati concreti è necessario che anche le imprese si strutturino per un dialogo digitale e interattivo. In questo quadro appare evidente la necessità di soggetti imprenditoriali dotati di specifiche competenze, capaci di svolgere una corretta analisi dei bisogni e di stimolare e supportare le stesse PA e imprese nella loro progettualità verso strategie di sburocratizzazione e razionalizzazione promosse anche dall’Unione europea, oltreché dai governi nazionali e regionali.

Un aspetto rilevante dell’attività della nuova società sarà rappresentato dalla capacità di reperire risorse per la realizzazione dei prodotti e servizi, ponendosi in modo competitivo nel panorama europeo (Progetti internazionali, bandi, ecc.) e creare valore aggiunto attraverso la collaborazione con altri soggetti, pubblici e privati, presenti nella realtà internazionale.

La candidata intende offrire la progettazione e realizzazione di software per servizi on-line, formazione e supporto alla ricerca per le azioni di e-government ed e-democracy che richiedono un sempre maggiore utilizzo delle tecnologie dell’informazione nel rapporto tra la pubblica amministrazione i cittadini e le imprese.

Per fare ciò si intende:

sperimentare e favorire l’uso di tecnologie avanzate (linguaggi xml/xsl, linguaggio UML, sistemi di WEB management, strumenti di parsing linguistico e d’information extraction );

favorire l’uso di software open source da parte delle p.a. e delle imprese toscane nell’ottica del riuso;

favorire l’interoperabilità dei dati all’interno degli enti locali, tra diversi enti locali e tra questi ultimi e le imprese.

 

 

ASPETTI ECONOMICI DELLA PROPOSTA

Congruenza tra costi e obiettivi del progetto;

In particolare si segnala che la percentuale di contributo richiesto per l’ente di ricerca (ITTIG) appare congruo per incrementare l’attività di ricerca e trasferimento dell’impresa candidata, che come detto, si fonderà a breve in uno spin off del CNR e intende porsi come punto di riferimento per tutti quei soggetti, in particolare associazioni di categoria ed imprese, che hanno bisogno di dotarsi di tecnologie idonee a gestire in modo più efficace lo scambio di informazioni con il sistema pubblico. In tale nuova veste i costi finanziati saranno capitalizzati nella prospettiva di raggiungere i seguenti obiettivi:

reperire risorse per la realizzazione dei prodotti ponendosi in modo competitivo nel panorama europeo, così da ottimizzare le risorse disponibili e creare valore aggiunto attraverso la collaborazione con altri soggetti, pubblici e privati, presenti nella realtà internazionale;

essere di supporto anche nell’ambito delle iniziative promosse dall’Unione europea e dalla Regione Toscana per lo sviluppo della società dell’informazione e della conoscenza con soluzioni volte all’abbattimento del digital divide, che ancora penalizza le nostre imprese in particolare le piccole e micro imprese;

Ideazione di soluzioni informatiche predisposte da specialisti che, oltre alle competenze tecniche, dispongano del know giuridico, linguistico e documentario necessario per svolgere una corretta analisi dei procedimenti amministrativi da informatizzare;

realizzazione e commercializzazione di know-how, prodotti, servizi, consulenza e formazione per l’applicazione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, con particolare attenzione all’ambito giuridico – amministrativo;

Trasferimento di know how verso la pubblica amministrazione, l’industria e l’impresa;

Sostegno allo sviluppo di nuove imprenditorialità con particolare riguardo alle tecnologie avanzate;

Sviluppo di servizi on-line per cittadini e imprese.

 

 

LIVELLO QUALITATIVO DELLA PROPOSTA

Qualità e coerenza progettuale con gli indirizzi del Distretto ICT & Security;

Innovatività rispetto allo stato dell’arte delle tecnologie;

 

Descrivere lo stato dell’arte dell’asse scelto (paragrafo 1) e gli effetti innovativi che il progetto intende perseguire in tale contesto

 

La frammentazione dell’informazione normativa, nonché le inconsistenze dovute a differenti formati documentali rappresentano ostacoli storici alla sistematicità del quadro normativo, nonché alla razionalizzazione della sua gestione documentale.

Per ovviare a tali inconvenienti il progetto NIR (“Norme in Rete”), proposto dal CNIPA e dal Ministero della Giustizia (l’ITTIG ne è stato il principale attore scientifico), ha creato un punto unico di accesso sul Web per la ricerca e il recupero di documenti normativi, nonché un meccanismo di link stabili fra tali documenti, capace di guidare l’utente verso i siti delle autorità che partecipano al progetto.

Per ottenere tali scopi NIR ha definito standard URN e XML per l’identificazione e la rappresentazione di documenti normativi, nonché uno standard di metadati per arricchire i documenti con informazioni di tipo semantico, e facilitarne il reperimento e la gestione.

Percorsi simili per migliorare la qualità dei testi legislativi e facilitarne la fruizione in rete sono in via d’attuazione in altri paesi europei, quali l’Olanda e la Danimarca.

 

Il progetto intende estendere i benefici dell’utilizzo di tali standard documentali nazionali anche a particolari tipologie di atti degli enti locali (es. regolamenti, delibere), nonché promuovere l’utilizzo di strumenti software di ausilio alla implementazione di tali standard. Questa attività di standardizzazione di processi e documenti faciliterà l’obiettivo del progetto di rendere interattiva la produzione e la trasmissione degli atti tra imprese e enti locali.

 

Innovatività rispetto allo specifico settore produttivo;

Descrivere lo stato del settore produttivo e gli effetti innovativi del progetto che accrescano la competitività e favoriscano lo sviluppo della richiedente e/o del settore di riferimento

Il progetto vuole mettere a disposizione degli enti locali, software open-source di supporto alla gestione di standard nazionali aperti, basati su tecnologie XML.

Tali tecnologie garantiscono interoperabilità fra le applicazioni e i sistemi informativi delle amministrazioni pubbliche, nonché la predisposizione dei dati allo sviluppo di applicazioni avanzate di gestione documentale e di ricerca.

In particolare il software proposto consentirà:

edizione di testi normativi e amministrativi con funzioni specializzate per la strutturazione e la verifica degli aspetti formali e contenutistici in base agli standard definiti, con particolare riferimento agli standard nazionali (DTD, URN e Metadati) per la gestione di documenti normativi (norme tecniche CNIPA – circ. AIPA n. 39/2001 e n. 40/2002 – messe a punto nell’ambito del progetto NIR Rete – vedi anche prototipo ITTIG XMLeges editor);

marcatura e validazione dei testi in XML con procedure automatizzate durante la digitazione o in modalità batch sul testo già redatto, attraverso l’adeguamento del prototipo XMLeges marker sviluppato da ITTIG;

gestione automatizzata del flusso documentario con registrazione delle fasi di produzione;

valutazione della qualità giuridica e comunicativa dei provvedimenti prodotti anche grazie all’impiego di griglie quantitative gestibili automaticamente (vedi progetto “Regole chiare” proposto da ITTIG insieme al Comune di Firenze di cui alla lettera allegata).

estrazione e trasferimento sul portale delle informazioni strutturate per la consultazione da parte dei cittadini e delle imprese (sviluppo del prototipo XMLeges extractor sviluppato da ITTIG);

rendere interattiva la produzione e la trasmissione degli atti tra impresa e enti locali. In particolare si metterà a disposizione strumenti (attraverso web services o per mezzo di software residente presso le singole imprese) d’aiuto alle imprese nella presentazione d’istanze, domande, richieste di finanziamento, ecc. Tali strumenti consentiranno anche alla PA di gestire il flusso informativo proveniente dalle imprese al fine di smistarlo, valutarlo e gestirlo permettendo risposte in tempo reale;

adattare software ITTIG (Prototipo LexLooter) per l’individuazione della normativa vigente ad una certa data. L’esigenza di individuare la normativa in vigore in una certa materia è molto sentita dai cittadini e ancor più dalle imprese che spesso debbono districarsi in complicati ingorghi normativi.

Innovatività rispetto allo specifico contesto territoriale;

Descrivere le attuali tecnologie e soluzioni presenti nel territorio e le ricadute in termini innovativi del progetto sullo specifico contesto territoriale

 

Pacto è progettato per gestire i sistemi informativi degli enti locali e delle imprese e integrarsi con tecnologie e metodologie già esistenti. Si pensi, ad esempio, al sistema SensoAlternato sviluppato dal Consiglio Regionale umbro per la continua informazione e interazione tra ente pubblico e cittadino e imprese e che, insieme all’ITTIG, è stato integrato con i sistemi di produzione e gestione dei documenti legislativi.

Le tecnologie sviluppate nel progetto consentiranno inoltre la razionalizzazione dei processi di produzione e gestione documentale degli enti locali e l’utilizzo di standard documentali XML.

 

POTENZIALITÀ DI SFRUTTAMENTO DEI RISULTATI

Indicare i vantaggi economici di cui beneficeranno il territorio e il sistema di imprese investiti dal programma di trasferimento attuato mediante lo sviluppo di azioni di ricerca e di innovazione

I risultati saranno acquisiti anche dal Comune di Firenze, che con propria lettera del 28 aprile 2005, aveva già mostrato il proprio interesse per gli obiettivi del progetto specie riguardo alla prospettiva di interagire con imprese e cittadini.

Il riuso delle metodologie e degli standard del progetto NIR, l’utilizzo di tecnologia software basata su open source sono il presupposto tecnologico che garantisce la possibilità di sfruttare i risultati del progetto finanziato, anche in altre realtà regionali sia pubbliche sia private.

A garantire questa possibile riusabilità dei risultati del progetto ci sono anche i molti progetti di ricerca che l’ITTIG svolge in collaborazione con numerosi enti locali come:

il progetto di e-democracy TeleP@B in collaborazione con UNCEM Toscana per la promozione della partecipazione dei cittadini alle politiche di bilancio degli enti locali;

il progetto PAeSI in collaborazione con Regione Toscana e Prefettura di Firenze per la creazione di un portale per l’accesso alla normativa sull’immigrazione;

il progetto UMBRIA in collaborazione con il consiglio regionale dell’Umbria per il quale si intende sviluppare da un lato la strumentazione di supporto alla marcatura e all’arricchimento dei testi legislativi, dall’altro elaborare studi di fattibilità che porteranno risultati avanzati nel trattamento dell’informazione in particolare per la creazione di un sistema di monitoraggio in rete (MITA) con le autonomie locali e per la comunicazione verso imprese e cittadini.

I risultati del progetto potranno essere sfruttati anche da imprese private (specie nel campo dell’editoria elettronica e non solo) e associazioni di categoria, (ordini professionali, confederazioni di artigiani, industriali, commercianti, ecc.) che potranno, ad esempio, importare nelle rispettive banche dati, le informazioni rilevanti per le proprie attività, per favorire ulteriori elaborazioni e monitoraggi interni alle aziende e strutturare le informazioni per materie di interesse, utilizzando le metodologie e le tecnologie sviluppate nel corso del progetto.

Inoltre sempre le imprese ma anche i cittadini potranno beneficiare, seppure in via indiretta, dei risultati del progetto, in termini di maggiore comprensibilità ed accessibilità alle normative e alle procedure degli enti locali.

 

INCREMENTO OCCUPAZIONALE INDOTTO DAL PROGETTO

Descrivere come il progetto incrementerà il livello occupazionale

L’azienda candidata al finanziamento, una volta costituitasi in spin-off del CNR necessiterà di una struttura operativa formata da almeno tre persone.

Inoltre la società consortile per la naturale osmosi che si stabilirà con ITTIG sarà in grado di offrire uno sbocco occupazionale ai molti precari che al momento sono impegnati all’interno dell’istituto (circa 10 persone tra giuristi, informatici e documentalisti) per i quali il blocco delle assunzioni all’interno dell’ente pubblico di ricerca non lascia presagire un sicuro futuro nel CNR.

Le competenze specifiche maturate all’interno dell’ITTIG nel campo dell’informatica giuridica, coniugate con le esperienze lavorative da intraprendere all’interno dell’azienda candidata, fanno pensare che queste risorse umane possano reimpiegarsi anche in altre realtà imprenditoriali o in enti pubblici che necessitino di figure professionali come quelle del “giurista informatico”.

Inoltre uno dei core business della costituenda società spin off CNR sarà proprio quello di predisporre corsi di formazione per figure specializzate nel campo del trattamento informatico dell’informazione giuridica. Tale attività dovrà quindi concorrere a creare figure professionali specializzate e facilmente collocabili nel mercato del lavoro sia pubblico che privato.

 

IMPLEMENTAZIONE CON LE TECNOLOGIE ICT & SECURITY IN ALMENO UNO DEGLI ASSI TECNOLOGICI 1; 4; 6; 7

Descrivere come il progetto intende implementare le tecnologie ICT & Security in riferimento al almeno uno degli assi tecnologici 1; 4; 6; 7 indicati dal par. 1 del presente bando

PACTO sarà costruito sulla base delle seguenti metodologie e con l’assemblaggio dei seguenti componenti.

1.Manuale di regole di redazione di atti normativi e amministrativi per enti locali sulla base degli standard esistenti.

2.Riuso delle metodologie e degli standard Norme In Rete (vedi sito CNIPA) ed in particolare delle DTD NIR per la marcatura XML dei regolamenti.

3.Analisi e modellazione di altri atti (delibere determine, ecc.) e dei processi per la loro produzione, definizione di un DTD dei documenti non normativi e del relativo work-flow.

4.Adeguamento e riuso delle procedure di supporto alla generazione dei documenti sulla base delle specifiche NIR CNIPA.

5.Creazione di indicatori e relativo software per il controllo di qualità degli atti degli enti locali.

6.Procedura d’information extraction per individuare e trasferire sul web contenuti rilevanti per gli utenti e per la creazione automatica e dinamica dell’ipertesto globale degli atti (da realizzare con strumenti di parsing basati su regole e lessici specifici estratti dalla documentazione di interesse).

7.Costruzione del portale con caratteristiche di elevata accessibilità sia per il back office, sia per il front office rivolto alle imprese. Caratteristiche tecniche:

distribuzione e gestione del flusso di redazione, revisione e pubblicazione dei documenti basato sugli utenti (scrivi → correggi → pubblica, esporta);

supporto per il multilinguismo;

utilizzo di strumenti WYSIWYG – per la gestione e pubblicazione dei documenti XML, tramite schema, sul Portale con generazione automatica della URN (Uniform Resource Name);

utilizzo di sistemi wizard per consentire all’impresa di accedere alla modulistica rilevante per la propria attività attraverso procedure guidate (ad esempio attraverso maschere “intelligenti” e form precompilate o da riempire in maniera interattiva attraverso HELP forniti dalla PA);

utilizzo di software apache/lenya/cocoon;

supporto linguaggio xml/xsl e relativi DTD, URN, metadati, multivigenza;

portabilità dei documenti;

standard W3C;

uso di docbook per la guida in linea;

motore di ricerca integrato;

possibili estensioni WEBDAV per l’integrazione di open office con applicativi di rete.

La tecnologia software è basata su open source per garantire il riuso sia degli enti locali che delle imprese.

 

REQUISITI PER LA CONCESSIONE DI ULTERIORI AGEVOLAZIONI

Svolgimento di progetti con enti pubblici di ricerca/università/ centri di ricerca privati accreditati dal MIUR

Collaborazione con uno o più enti pubblici di ricerca/università/ centri di ricerca privati accreditati dal MIUR per il raggiungimento di obiettivi di interesse comune; modalità di cooperazione con l’indicazione della quota di attività, di competenza degli EPR/Università/centri di ricerca privati, che non deve essere inferiore al 10% del costo totale del progetto.

 

L’azienda candidata intende costituirsi in società consortile spin off dell’Istituto di Teoria e Tecniche dell’informazione giuridica del CNR al fine di operare nel settore dell’ICT con particolare riferimento alle applicazioni nell’ambito della PA nella sua interazione con le imprese.

Ciò sarà possibile grazie al know-how maturato all’interno dell’ITTIG, che, da oltre trenta anni, è impegnato nella ricerca e nella realizzazione di banche dati giuridiche, sistemi per la redazione di norme e atti amministrativi, portali per la P.A. e per cittadini e imprese. L’azione di sburocratizzazione della PA, oltreché la necessità di sviluppare servizi on-line per cittadini e imprese, richiede l’impiego di soluzioni informatiche predisposte da specialisti che, oltre alle competenze tecniche, dispongano del know how giuridico necessario per svolgere una corretta analisi dei procedimenti amministrativi da informatizzare. Del tutto insufficiente appare, in questo contesto, un approccio di natura essenzialmente tecnologica, in quanto si perderebbe la percezione della complessità dei problemi da affrontare che richiedono un orientamento verso l’innovazione della cultura manageriale e amministrativa.

Gli interlocutori della PA e delle imprese, per lo sviluppo di efficaci sistemi informativi non possono quindi essere soltanto tecnici informatici, ma soprattutto esperti di diritto amministrativo, linguisti, documentalisti e giuristi, esperti nell’uso delle nuove tecnologie. Armonizzando tali diverse competenze, presenti all’interno dell’ITTIG, si potrà attivare un soggetto imprenditoriale in grado di rispondere in modo adeguato alla domanda proveniente dal mondo della PA. Ma lo spin off del CNR è pensato soprattutto per trasferire alle realtà economiche toscane software specialistico sviluppato sulla base di un’analisi delle esigenze di tipo altamente qualificato, in quanto progettato da soggetti (i ricercatori ITTIG) che hanno riconosciuta competenza informatico-giuridica. Tale obiettivo primario nel progetto PACTO e core business della costituenda società appare come particolarmente in linea con le finalità del protocollo d’intesa Stato/Regione Toscana sul distretto ICT & Security, che si propone di indirizzare le eccellenze della ricerca verso i bisogni del sistema produttivo toscano.

 

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Manuale di regole e suggerimenti per la redazione degli atti amministrativi

Le regole e i suggerimenti contenuti nel manuale predisposto nel 2007 per il Sistema PACTO, hanno la finalità di migliorare la comprensibilità e la capacita comunicativa degli atti amministrativi, di offrire maggiori garanzie circa la loro legittimità, di facilitare il loro trattamento informatico.

 

Tali regole e suggerimenti si applicano sia agli atti amministrativi su supporto cartaceo, sia a quelli su supporto digitale.

 

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Caratteristiche strutturali giuridiche e linguistiche dei documenti normativi ed amm.vi comunali

La relazione sintetizza lo studio e l’analisi congiunta operata dai ricercatori ITTIG e dai funzionari del Comune di Firenze ai fini di individuare le caratteristiche strutturali giuridiche e linguistiche dei documenti normativi ed amministrativi del Comune di Firenze.

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